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Il “Barcamp” torinese

Il “Barcamp” torinese

di Davide Muci  in Web marketing  15 gennaio 2007

Qualche giorno fa avevo scritto un articolo sul desiderio di organizzare un Barcamp a Verona. Iniziativa condivisa in pieno con Giuliano Prati. Il BarCamp di Torino ne è un esempio: riporto per intero l'articolo che è stato scritto sulla Repubblica di Torino, visibile sul sito dell'Espresso:

Si chiama «BarCamp», ma non ha niente a che vedere con caffè espresso e sacchi a pelo. Si tratta di un network internazionale di conferenze aperte a tutti, a base di presentazioni, workshop ed eventi vari incentrati sul mondo della Rete e sulle sue principali innovazioni. Un´idea sviluppatasi per la prima volta a Palo Alto (California) nell´agosto del 2005 e replicata da allora in altre 31 città al mondo. Una carovana informale e hi-tech del libero pensiero che domani farà tappa anche a Torino, all´Hiroshima Mon Amour, per una giornata di discussioni su Internet destinata ad andare avanti fino a sera.
Ma cos´è esattamente un «BarCamp»? In parole povere lo si può definire come un convegno ai tempi del Web. O meglio, del Web 2.0, quello del sapere condiviso e di Wikipedia, che mette al centro di tutto gli utenti e i loro contenuti. Non più un palco di relatori che espongono le proprie teorie di fronte a una platea di spettatori, con una scaletta decisa da tempo e modalità di intervento gerarchicamente definite. Ma una «non conferenza», come usano definirla gli organizzatori, dove gli stessi partecipanti decidono di cosa parlare e come farlo. Un momento di incontro reale e virtuale al tempo stesso, che vive in contemporanea sulla Rete grazie a una promozione realizzata attraverso siti e blog. «Ed è proprio così che mi è venuta l´idea di metterne in piedi uno a Torino – spiega Vittorio Pasteris, uno degli organizzatori – assistendo on line all´appuntamento milanese dello scorso settembre. Non è un caso se molti di quelli che non sono riusciti a partecipare hanno deciso di far di tutto per non perdersi quello di Torino».
Al momento gli iscritti sono circa 200, per un totale di oltre 50 argomenti proposti: dalle nuove forme di protesta politica permesse dai nuovi media ai Creative Commons. Senza dimenticare i «social network», il wireless, l´open source e tutte le tematiche più discusse nella blogosfera. «Stiamo ancora definendo in concreto come far convivere insieme tutte le relazioni, ma stiamo lavorando per pubblicare al più presto un calendario degli interventi».
Chiaramente si può anche scegliere di assistere e basta. Ma quello che viene richiesto a tutti è di condividere informazioni, sensazioni ed esperienze sull´evento dal vivo e, dopo, attraverso la condivisione di immagini, audio, video e ogni altra risorsa legata a Internet. Per farlo sono state messe a disposizione tre sale per le presentazioni, ovviamente collegate wi-fi, e tutto l´evento verrà trasmesso in streaming sul Web. E per non perdere un´ulteriore tocco di internazionalità, in contemporanea con il «BarcampTurin» si svolgeranno altre tre manifestazioni simili nel mondo: a Washington, Bangalore e Ottawa.
La partecipazione, ovviamente, è gratuita. Tutto quello che c´è da sapere è su http://barcamp.org/BarcampTurin


 



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