Gitarella sul Carega
Domenica ho trascorso una bellissima giornata sul Carega. Una camminata tranquilla ma rilassante. Ci voleva poroprio! Riporto la descrizione dell'evento ad opera di Planitaiere:
"Un uomo che sale in cima ad una montagna pensando di diventare piu' grande, diventa solo piu' piccolo" (Anonimo)
Nonostante oggi sia domenica, stamattina mi sono svegliata alle 7. Ho dormito ben 5 ore, ma salto su dal letto come un grillo. Oggi si va in montagna! L'allegra scarpinata su per il Carega era già fissata da tempo, per cui non potevo lasciarmi sfuggire l'occasione. Così, alle 9.45 (da bravi montanari ci siamo fermati al baretto a prendere un caffettino) partiamo dalla località Lago Secco per un'escursione fino al rifugio Scalorbi, passando per i rifugi Revolti e Passo Pertica.Carega Fin da subito le nostre gambe vengono sottoposte a dei notevoli sforzi, vista la pendenza delle prime salite. Il buon Saverio ci rassicura con frasi del tipo "solo questo punto è brutto, poi è meglio", "guarda riesco già a vedere la fine", mentre la sua dolce metà Alessia lo fulmina con lo sguardo. Ansimanti arriviamo alla prima tappa, il rifugio Revolto. Il Dudu quasi ci commuove ricordando come avesse mangiato e dormito bene in quel rifugio…la sera prima. Il tragitto per la seconda tappa sembrerebbe essere più agevole e gradevole, infatti miriadi di mosche ci fanno compagnia durante la camminata. Ogni tanto ci fermiamo appositamente vicino ad uno strapiombo per scattare alcune foto, sotto l'occhio vigile del Dade, il nostro fotografo di fiducia. Ormai siamo diventati scalatori provetti, infatti dal Passo Pertica al rifugio Scalorbi è quasi una passeggiata. Arrivati, ci stravacchiamo al sole gustando panini e porcherie varie. Fino a che un simpatico nonchè freddo venticello non si abbatte su di noi, portando con sè qualche nuvola minacciosa (probabilmente richiamata da Veronica ). Decidiamo di consolarci con un caldo ponch al rum, usato da alcuni (Giuliano, ndr) come efficace aerosol. Altro giro, altre foto. E così incomincia la discesa. Che bello. Quasi la facciamo di corsa. I nostri piedi stranamente vogliono arrivare al più presto alle macchine. Per finire, contenti e soddifatti, ci concediamo una birretta rinfrescante. Alla prossima avventura!
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Grande Dade
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